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post: Maschietti vanitosi al TG1

 TG1 del 9 aprile 2008, quello delle 20,00, quello di Gianni Riotta. Quello importante. Alle 20,27, deve essere una regola, scatta il "servizio di costume" . E vabbè, chissenefrega: nuove mode, nuovi consumi, nuovi aggeggi elettronici, un locale alla moda. Questa volta tocca alla chirurgia estetica maschile . Quanti maschietti a rifarsi naso, bocca, pancia, capelli, borse sotto gli occhi! E poi la gggente per la strada. Uomini che "bhe..forse ...qualche cm di altezza in più" "magari i capelli.." oppure "no no! troppa paura!", "dal chirurgo estetico, mai! Mi piaccio così!". Infine l'esperto, il chirurgo plastico in persona, il demiurgo benevolo ammicca ammmiccante : "Eh! gli uomini, vengono qui con la scusa di accompagnare la moglie e poi....". Massì! devono campare anche ... continua



commenti



# 1    commento di   marco protti - utente certificato  lasciato il 10/4/2008 alle 10:29

per motivi di tempo posso vedere un solo telegiornale a pranzo e un solo telegiornale a cena, a pranzo la7 e a cena il tg3, Riotta e i suoi predecessori possono fare quello che vogliono io non ho idea di quello che dicono
quello che vedo non mi entusiasma ma non ho più la necessità di informarmi seguendo i telegiornali, ho trovato altre fonti nelle quali fortunatamente posso attingere a piene mani

con stima



ho un dubbio.in realtà è da un pò che lo sento dentro ma ora sta divenendo insopportabile... tempo fa,quando scrivevo,a modo mio,la mia ricerca della verità a tutti i costi da raccontare ai miei lettori era un modo per salvare la piccola comunià di paese dove vivevo dalla totale misconoscenza dei fatti e,sopratutto,dalle malefatte di chi deteneva il potere...allora ci credevo a questa sorta di "investimento etico" del giornalista (per inciso:non ci sono riuscita a diventare una giornalista "vera",cioè iscritta all'albo")...ma ora non so più se crederci. non all'etica del giornalista:quella voglio ostinatamente continuare a pensare che sia essenziale. ma non so più se la gente voglia la verità:forse non guarda la tv aspettandosi la realtà che putroppo viene presentata come travestita,forse è proprio il pubblico che richiede il vuoto totale...anzi:dato che a forza di sorridere si rischia di annoiarsi qualche spruzzata di sangue qua e là non fa mai male.
è triste,ma se è vero che il prodotto lo si sceglie in base alle esigenze del pubblico debbo per forza pensare che solo quelli che ci colleghiamo a questi "spazi liberi" su internet non siamo diventati degli zombies?

adoro i tuoi pezzi.buon lavoro



# 3    commento di   marco protti - utente certificato  lasciato il 11/4/2008 alle 9:48

la verità ontologicamente si da solo come verità condivisa, non esiste in sè, esiste solo in una relazione
nel tuo commento ti riferisci ad esempio alla relazione tra pubblico e prodotto
è sotto gli occhi di tutti che anche l'informazione risponda alle regole di mercato tuttavia non credo che la relazione sia indissolubile, anche il mercato segue una sinusoide che eleva e sprofonda le merci
se uno dei due termini coinvolti nella relazione mutasse la propria posizione anche di poco ecco che la verità cambierebbe, anche avvicinandosi ai comportamenti etici cui ti riferisci nella paricolarità del giornalismo
occorre immaginare una relazione diversa, proporla, attuarla, sostenerla
con stima



qui il dibattito si farebbe lungo e profondo. Chi decide e perchè ciò che è "notiziabile"? Se una notizia appare su Tg1 Corriere della Sera e Repubblica, diventa notizia "a prescidere" ...anche se non vale un granchè. Tutti la leggono, tutti pensano sia importante. Il mezzo è la comunicazione. Almeno in parte... Altrimenti non mi spiegherei certi dibattiti, sparate, attenzioni sulle quali mi ritrovo onestamente (cioè senza pregiudizi o acrimonia) a pensare: "ma di questa cosa, a chi gliene frega qualcosa???". Poi vedo quanto vendono i giornali di gossip, quanta gente vede il Grande Fratello o vota Lega seguendo i deliri fucilieri del povero Bossi. E mi viene un dobbio "che in questa terra di alieni abbiano ragione i direttori dei giornali? che davvero ai più 'quella cosa lì' interessa"? Sono un po' disorientato....
Kilgore



grazie kilgore:era proprio questo ciò che volevo dire. non voglio e non posso pensare che quantità sia sinonimo di qualità, semplicemente perchè non è così. ma d'altra parte pare che in Italia si stia aspettando che chi non guarda il GF, o non vota Lega o non s'interessa ai cavolacci dei cosiddetti vip di turno cominci lentamente ad incamminarsi verso questa via di non ritorno...a me tutto questo fa paura:che "il sonno della ragione genera mostri" è putroppo storia odierna. marco afferma che "il mercato segue una sinusoide che eleva e sprofonda le merci":se così è vorrebbe dire che è il pubblico che decide di conoscere solo gli argomenti marginali, o emotivamente interessanti(in questo caso lugubri omicidi così come vicende amorose dei vari personaggi televisivi fanno share alla pari)? ed è sempre il pubblico a credere che gli "ospiti di mestiere" possano parlare delle stragi in medio oriente o dell'inflazione?
più che del mercato di cui lei parla, io penso che i giornali e le tv non possono purtroppo staccarsi dalle linee espresse dai loro maggiori sponsors:sono loro che decidono cosa deve o non deve passare,l'atteggiamento della testata, e via discorrendo. perchè sono i padroni. la cosa triste è che trattasi dei medesimi personaggi dello scenario economico...e se chi determina l'economia detta legge anche sull'informazione come fa il pubblico a sapere che succede?
non voglio fare discorsi alla grillo perchè penso con la mia di testa, ma non posso negare che la situazione dell'informazione in Italia sia allarmante.
ciò non toglie che non chiudo gli occhi di fronte alla realtà: so benissimo che sei vuoi informarti slegandoti dalla stampa o dalla tv i mezzi ci sono...ma francamente non credo che larga parte della generazione non proprio giovanissima si metta la sera davanti ad internet per farsi un giro di "purificazione". la gente cerca in tv e sui giornali i fatti, questo è quanto...
e si fida di ciò che sente o legge.
è un cane che si morde la



coda...
anch'io sono molto, molto disorientata...



# 7    commento di   Maurizio Bolognetti - utente certificato  lasciato il 19/4/2008 alle 15:20





Bellissimo pezzo che ci riporta alla questione: "Chi decide cos'è notiziabile?" E qui si sprecano le torie di giornalismo che non voglio e nemmeno saprei riassumere. Dico solo che l'idea di vivere in un mondo in cui le cosidette "notizie" vengono scelte da pochi capoccioni a prescindere dalla loro oggettiva importanza e influenza sull'opinione pubblica, mi preoccupa. Mi preoccupa molto.

Che siano temi tabù intoccabili da giornalisti di grandi testate (o maneggiati con guanti di velluto), che siano argomenti scomodi o commercialmente sfavorevoli, non si può nascondere che l'idea di una Casta dell'informazione fa più bui gli orizzonti di una democrazia Italiana.

La mia domanda allora è la seguente: che dobbiamo fare per informarci seriamente? Smetere di guardare il tg? Leggere i quotidiani che cmq non sono immuni a questo mal costume? Eppoi quali? Usare la rete dove si può incontrare tutto e il contrario di tutto? Già, anche io sono un po' disorientata....

www.hotaruccia.iobloggo.com


Mi unisco al comune senso di smarrimento... Credo che, in fondo, non sia poi così complicato per una testata giornalistica o per un TG "orientare" verso una notizia piuttosto che un'altra lo spettatore. Tecniche semplici ma efficaci, come quella di inserire la musica malinconica di sottofondo sull'ormai onnipresente servizio sul "caso umano". Non posso più fidarmi di quanto mi dice la TV o il giornale. Perchè in fondo non sono così sicuro di essere immune al tranello.
Resta la rete, quella sì, dove spesso i commenti ad un'articolo sulla copia elettrinca del quotidiano (di qualunque schieramento) ti aiutano a comprendere più della notizia stessa. Probabilmente Grillo ha ragione quando sostiene che la TV è morta. O meglio, uccide.






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